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Lo Spiraglio 2017

Premi VII Edizione

 

Premio Fausto Antonucci al miglior cortometraggio di Lorenzo Ambrosino: Fiammifero (male non fare, paura non avere)

A bordo della sua Skoda zeppa di oggetti recuperati nella spazzatura, Enzo, detto “Fiammifero”, vagabonda per i quartieri di Napoli, portando soccorso a piccioni e gatti randagi nascosti sotto i cassonetti. E intanto canticchia, ragiona, ride, fa il verso degli animali che aspettano da lui il cibo, e parla, parla da solo e dunque parla a noi, di quanto sia semplice la ricetta del bene. Con questi minimali ingredienti visivi e sonori, Lorenzo Ambrosino è riuscito a costruire nel breve arco del cortometraggio un personaggio completo e umano, a suo modo tipico eppure speciale, teatrale e allo stesso tempo autentico. E’ quel che si chiede a questo formato cinematografico: raccontare una storia, anzi un’intera vita, in pochi minuti, e Ambrosino ci è riuscito.   

 

Premio Jorge Garcia Badaracco, Fondazione Maria Elisa Mitre al miglior lungometraggio di Claudia Brignone: La malattia del desiderio

Un racconto partecipe, e mai retorico, sulle vite di chi è affetto dalla “malattia del desiderio” (la dipendenza). Con grande delicatezza e con estrema verità, Claudia Brignone entra nella complessa relazione tra operatori e tossicodipendenti. Ci racconta queste storie estreme e disperate con uno sguardo sempre attento, misurato, consapevole e mai artefatto. Un lavoro di grande rigore estetico, collocabile nel vivacissimo panorama del Cinema del Reale che negli ultimi anni ha messo in luce alcuni dei migliori registi italiani, tra cui Leonardo di Costanzo, Pietro Marcello, Alice Rohrwacher e Gianfranco Rosi.

Menzione speciale al lungometraggio di Tamara von Steiner: Controindicazione

Il rito della Via Crucis, come meditazione e commemorazione della passione di Cristo Gesù, è immagine e rappresentazione metaforica del percorso doloroso di internamento negli OPG (ospedali psichiatrici giudiziari) italiani. Controindicazione si rivela una storia di dolori, di “gioiose” speranze e di ritorno alla vita, che conduce la nostra mente e il nostro cuore dentro l’orrore dell’internamento e fa intravedere la promessa di trasformazione e chiusura di quei luoghi. Quando è stato girato la speranza di un ritorno alla vita e la promessa di superamento dell’esclusione erano ancora intatte. In questi giorni però il disegno di legge n. 2067 riguardante la riforma della Giustizia, approvato al Senato e ora in discussione alla Camera, ripropone e ripristina nelle nuove strutture REMS i vecchi ricoveri di internamento degli OPG appena svuotati. La giuria de Lo Spiraglio tutto uniscono la propria voce a quelle di quanti si stanno adoperando perché il Parlamento italiano corregga il disegno di legge in esame, in nome di una scelta di civiltà e di umanità e perché non si riaffermi un assurdo ritorno al passato dei manicomi giudiziari e la rivincita dell’istituzione totale e della logica manicomiale.

Programma

  • Venerdì 31 Marzo
  • Sabato 1 Aprile
  • Domenica 2 Aprile

Catalogo

La giuria

Edoardo Albinati

E' nato nel 1956 a Roma, dove da oltre vent’anni lavora come insegnante nel penitenziario di Rebibbia. A teatro ha collaborato con Giorgio Barberio Corsetti, al cinema ha scritto film per Jon Jost, Matteo Garrone e Marco Bellocchio. Tra i suoi libri Il polacco lavatore di vetri, Orti di guerra, Maggio selvaggio, 19, Sintassi italiana, Il ritorno, Svenimenti, Vita e morte di un ingegnere. Il suo ultimo libro è La scuola cattolica (Rizzoli 2016, premio Strega). 

Maria Sole Tognazzi

Figlia d’arte, è la quarta figlia del leggendario Ugo Tognazzi. Al contrario dei fratelli attori sin da giovanissima ha collaborato con importanti registi di cinema e teatro. Parallelamente ha iniziato a realizzare videoclip approdando, nel 1997, alla regia del suo primo cortometraggio Non finisce qui. Nel 2003 ha diretto Passato prossimo il suo primo film, vincitore del Globo d'oro 2003 come miglior opera prima e grazie al quale ha ricevuto il Nastro d'argento come miglior regista esordiente. Nel 2008 il suo film L’uomo che ama ha avuto l’onore di inaugurare il Festival del film di Roma. 

Valia Santella

Nata a Napoli, dopo aver lavorato alcuni anni in teatro come assistente alla regia, inizia a lavorare come Segretaria di Edizione. Come Aiuto Regista ha lavorato sia in teatro che in cinema e nel 2007 ha collaborato alla regia e alla sceneggiatura del film “Lascia perdere, Johnny !” di Fabrizio Bentivoglio. Nel 2007 e 2008 è stata assistente di Nanni Moretti quando era direttore del Torino Film Festival.Come Regista ha realizzato uno spettacolo teatrale, cortometraggi,documentari spot ed alcuni audiolibri. Realizza il suo primo lungometraggio “Te lo leggo negli occhi” e la serie televisiva per Fox “Il vizio dell’amore”. Dal 2010 lavora soprattutto come Sceneggiatrice. Tra i principali lavori:“ Nina” diretto da Elisa Fuksas (2013), “Miele” (2013) diretto da Valeria Golino, “ Mia madre” (2015) diretto da Nanni Moretti, “ Pericle il Nero” (2016) diretto da Stefano Mordini, “ Fai bei sogni” (2016) diretto da Marco Bellocchio e “ Rosso Istanbul” (2017) diretto da Ferzan Ozpetek.

Daniela Pezzi

Svolge attività di volontariato presso la Caritas diocesana di Roma, Area Sanitaria, dove è la referente del Servizio Salute Mentale. Ha una formazione in Psicoterapia relazionale sistemica. E’ autrice di articoli e pubblicazioni sui temi della salute mentale a iniziare dal 1979. Ha ricoperto la carica di Presidente della Consulta per la salute mentale del Comune di Roma per due mandati consecutivi tra il 2001 e il 2007. È stata il primo Presidente eletto della Consulta regionale per la salute mentale della Regione Lazio tra il 2007 e il 2008, carica che ricopre attualmente perché rieletta nel 2013. Attualmente è Membro, in rappresentanza della Caritas diocesana di Roma, della Consulta per la salute mentale di Roma Capitale, Consulta dipartimentale per la salute mentale della ASL RM 2 e della ASL RM 3.

Francesco Borgia

Nasce a Villa S. Giovanni, si trasferisce a Roma dove si laurea in Medicina. Specializzato in Psichiatria con Formazione in Terapia Familiare Psicoanalitica, in Terapia Cognitivista e in Psicoterapia Gruppoanalitica. Psichiatra presso il Dipartimento di Salute Mentale della Roma E. Socio ordinario SGAI e Socio Fondatore del LIPsiM Laboratorio  Italiano Psicoanalisi  Multifamiliare, dove in entrambi è anche didatta.

Eventi Speciali

'Lacci – legami familiari tra eredità e ribellione'

Sabato 1 Aprile alle ore 21 è previsto l'incontro 'Lacci – legami familiari tra eredità e ribellione', una conversazione sul tema genitori e figli con letture dell'attrice Maria Cristina Blu e interventi di Domenico Starnone, scrittore e sceneggiatore, autore di “Lacci”, libro diventato anche uno spettacolo teatrale; Gianni Amelio, regista e autore del libro autobiografico “Politeama”; Maurizio Balsamo, psichiatra psicoanalista  e Antonello D’Elia, psichiatra psicoterapeuta familiare.   

"Un padre non è chi ha tutte le risposte, ma chi non smette di farsi domande. Un padre sa ammettere, anche davanti ai propri figli, di aver sbagliato, quando succede; e questo non gli toglie dignità e autorevolezza, anzi. Un padre tiene al bene dei propri figli più che al proprio. Si lascia interrogare, non fa preferenze. Soprattutto, un padre desidera che i figli siano in armonia tra loro, e siano liberi. Zygmunt Bauman"

Il tema del l’evento speciale de Lo Spiraglio Film festival di quest’anno è il rapporto tra genitori e figli. Alla conversazione che avrà al centro in particolare la figura dei padri saranno presenti lo scrittore Domenico Starnone, il regista e scrittore Gianni Amelio, lo psicoanalista Maurizio Balsamo e lo psicoterapeuta Antonello d’Elia. L’attrice Maria Cristina Blu leggerà brani tratti da Lacci, l’ultimo libro di Starnone e da Politeama di Amelio. La trasmissione da una generazione all’altra è un tema antico che ha acquistato particolare urgenza nella contemporaneità che sembra caratterizzarsi per la difficoltà a diventare adulti sia per i genitori che, di conseguenza, per i loro figli. Lo scrittore napoletano,  Domenico Starnone, ha insegnato a lungo italiano nelle scuole superiori, è stato redattore culturale e curatore di rubriche su numerosi giornali, ed ha esordito come narratore nel 1987 con Ex catedra,  racconto di un anno scolastico. In seguito ha scritto anche per il cinema e la televisione. Lacci, uscito nel 2014, ha visto quest'anno anche una riduzione teatrale di grande successo, con l'interpretazione di Silvio Orlando. La storia ruota intorno alle distanze generazionali, e i lacci sono una metafora della disgregazione della famiglia borghese, con l'incapacità dei padri di comunicare e di amare i propri figli e la conseguente reazione feroce e scomposta da parte di questi ultimi. Anche Gianni Amelio, regista e scrittore, altro ospite della serata, ha più volte trattato il tema della trasmissione intergenerazionale nei suoi film. Il suo romanzo d’esordio, Politeama, è la storia di Luigino, cresciuto senza padre in un universo femminile permeato dalla follia materna, che risente drammaticamente della mancanza del modello paterno. La conversazione coinvolgerà anche Maurizio Balsamo, psicoanalista didatta della SPI, professore di Psicopatologia e Psicoanalisi all' Università Paris VII e  direttore della rivista "Psiche" e Antonello d’Elia, psichiatra e psicoterapeuta, vicedirettore della rivista “Terapia Familiare”.

 

ASL ROMA 1 – Parco del Santa Maria della Pietà

Sabato 1° aprile alle ore 11.00 sarà proiettato, alla presenza del regista e fuori concorso, il lungometraggio ‘Ritratti di Vite’ di Marco Bonfante, prodotto dalla ASL Roma 1, che restituisce l'esperienza dell'artista Carol Pilars de Pilar nella lettura odierna del Santa Maria della Pietà e del Parco della Salute e del Benessere.    

 

 

Evento di promozione della salute dedicato agli studenti delle scuole superiori

Il festival coinvolge anche le scuole con la proiezione, dedicata agli studenti delle superiori, venerdì 31 marzo alle ore 10:00 presso l’Auditorium del MAXXI, del film Piuma, di Roan Johnson,  alla presenza del regista. 

SINOSSI 

Cate e Ferro sono due fidanzati alle prese con gli esami di maturità e devono affrontare una gravidanza inattesa che cambierà in maniera repentina la loro visione del mondo. L'evento porta scompiglio anche nelle relative famiglie: apparentemente stabile quella di lui e spiantata quella di lei. Di fatto non sembrano esserci le condizioni minime per condurre avanti la gravidanza ma le circostanze porteranno a rivedere le priorità della vita che fino ad allora sembravano intoccabili. 

TRACCIA CINEMATOGRAFICA 

In concorso alla Mostra del Cinema di Venezia 2016, Piuma è un film che racconta la storia di una coppia di diciottenni che vogliono diventare genitori senza abbandonarsi alla malinconia, al cinismo o a una banale invettiva generazionale. Si tratta invece di una commedia vitale che mostra volti e ambienti autentici; i due protagonisti attraverseranno i nove mesi più emozionanti e complicati della loro vita, cercando di non perdere la loro purezza e quello sguardo poetico che li rende così speciali. Combattono con grandi e piccoli problemi: la scuola e i fatidici esami di maturità, gli amici che devono partire per il viaggio della vita, il lavoro che non c’è, la paura di non farcela e la grande responsabilità di un figlio. Sogni, speranze e il desiderio di proteggere se stessi e l’erede dal peso del mondo. Piuma è sicuramente tra i film più interessanti dell’anno e tra i suoi segreti c’è sicuramente la leggerezza. Il regista Roan Johnson, classe 1975, ha saputo raccontare la famiglia contemporanea in modo tutt’altro che ordinario: la saggezza di Cate sembra a volte sovrastare la confusione degli adulti. 

TRACCIA PSICOLOGICA 

Il più grande rischio che si corre quando si parla dei giovani è quello di ricorrere alle categorie. Per crescere si deve entrare a far parte del gruppo e per questo i ragazzi cercano di somigliare l’uno all’altro. Tuttavia dietro a questo gioco delle apparenze i giovani esprimono il più straordinario universo di unicità e diversità rispetto a qualsiasi altra generazione. Piuma ha questo merito. Non cade mai nel tranello dell'ovvietà e dello stereotipo; sullo sfondo delle vicende di Ferro e Cate c'è la fatica di crescere. Un titolo quanto mai efficace di un piccolo libro di Simona Argentieri. Nel film faticano tutti, a partire da Piuma che deve restare aggrappata all'utero della sua giovane mamma per finire col nonno, alle prese con una riabilitazione che sovverte le regole ma che lo recupera in tempi brevissimi. È un film straordinario sulla salute mentale, nel vero senso del termine. Utile per fare da base ad una ricerca su ciò che fa bene e aiuta a crescere piuttosto che sui soliti fattori di rischio di cui tanto si è occupata la prevenzione, con pochissimi risultati concreti. Un famoso psichiatra e psicoanalista argentino, Jorge Garcia Badaracco, ha chiamato virtualità sana quella funzione dell'uomo che permette di esprimere risorse, qualità e antidoti rispetto alle più estreme condizioni avverse in cui possa trovarsi la mente umana. La famiglia, la scuola, la società devono imparare a vedere la virtualità sana. E questo piccolo film pieno di allegria, delicatezza e spontaneità può aiutare ad aguzzare la vista!

 

NuovaMente al MAXXI: il nostro punto di vista

Il progetto "NuovaMente al MAXXI: il nostro punto di vista"dal 2009 coinvolge alcune persone del I Distretto del Dipartimento di Salute Mentale della ASL Roma 1 in collaborazione con l’Ufficio Public Engagement del MAXXI. Durante Lo Spiraglio il gruppo proporrà due momenti di mediazione culturale dedicati alle fotografie di Letizia Battaglia.

http://luxflux.net/letizia-battaglia-o-dellidentita-di-bellezza-arte-e-impegno-civile/

Premio Lo Spiraglio Fondazione Roma Solidale onlus 2017 a Paolo Virzì

“Una passeggiata fuori da una struttura clinica che si occupa di donne con problemi, in quel manicomio a cielo aperto che è l’Italia”. La definizione del suo ultimo film arrivato in sala, La pazza gioia, fornita dallo stesso autore, spiega benissimo e con le parole più adeguate il perché della scelta di assegnare a Paolo Virzì il Premio Speciale Lo Spiraglio 2017.

Ma se le protagoniste de La pazza gioia, Donatella Morelli e Beatrice Morandini Valdirana, splendidamente interpretate da Micaela Ramazzotti e Valeria Bruni Tedeschi, sono due donne con evidenti problemi di salute mentale, il tema del disagio e del disturbo psichico emerge periodicamente in tutta la filmografia di Paolo Virzì. Nell’adolescenza turbata e confusa di Piero Mansani, protagonista di Ovosodo. Nelle rabbiose frustrazioni dell’intellettuale di provincia Giancarlo Iacovoni di Caterina va in città. Nei progetti omicidi di Martino Papucci di N- Io e Napoleone. Nelle ossessioni e nelle follie professionali di Daniela e di Lucio 2, entrambi impiegati nel call center di Tutta la vita davanti. Nelle illusioni di rapido arricchimento di Dino Ossola de Il capitale umano. Il tutto quasi sempre espresso nelle forme brillanti, ironiche, leggere, ma niente affatto superficiali, capaci, come nella migliore tradizione nazionale, di accostare sorrisi e lacrime, della commedia italiana, di cui Paolo Virzì è oggi il più importante e prestigioso rappresentante.

 

Franco Montini