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Lo Spiraglio 2016

I premi della VI edizione

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Premio “Jorge Garcia Badaracco – Fondazione Maria Elisa Mitre” al miglior lungometraggio
HABITAT – note personali, di Emiliano Dante

Motivazione:
Habitat ci ha colpito per diversi motivi, primo tra tutti la capacità di trasmettere, attraverso immagini, metafore e riflessioni, il senso di un disagio. Spesso si associa il disagio mentale a qualcosa di innato. Una tegola che cade sulla testa di chi è più sfortunato di noi. Non è così. Nel suo diario di bordo, Emiliano Dante ci racconta che ognuno di noi, se privato delle proprie relazioni, della propria comunità e dei propri luoghi aggregativi può piombare nel limbo della solitudine e della depressione. Uno dei compiti importanti del cinema, pensiamo, è quello di far entrare lo spettatore in mondi nuovi, altri dal suo. HABITAT ci conduce per mano tra le pieghe di ciò che resta dell’Aquila, la grande protagonista di questo film. L’Aquila come non l’abbiamo mai vista, fatta di macerie e di assurdi esperimenti abitativi. L’Aquila con i suoi panni ancora stesi tra i muri crollati. L’Aquila come un’entità assente, ma presentissima nell’animo dei suoi abitanti che, ancora oggi, a sette anni dal terremoto, aspettano una risposta.

Menzione speciale lungometraggio
MATTI A COTTIMO, di Mauro de Fazio e Simone Sandretti

Motivazione:
Per la strordinaria vivacità e originalità del loro documentario sull’arte di arrangiarsi e di non darla vinta a chi pensa che i matti siano solo un peso e non possano costituire un ruolo attivo e produttivo nella società.

Premio “Fausto Antonucci” al miglior cortometraggio
BELLISSIMA, di Alessandro Capitani

Motivazione:
Una ragazza chiusa nel bagno di una discoteca piange disperata. Il trucco le cola sulle guance. A stento, tra i singhiozzi, riusciamo ad interpretare le sue parole. Qualcuno l’ha offesa perchè è grassa. E chissà quante volte le è già successo. Sin dalla prima inquadratura, Bellissima colpisce al cuore per la tenerezza e l’ironia con cui affronta il tema della diversità e della difficoltà di comunicazione tra i giovani. L’ambientazione, i chiaroscuri della fotografia, la naturalezza degli attori, l’originalità con cui l’autore sfrutta uno dei luoghi tipici della commedia, l’equivoco, fanno di questo corto un piccolo gioiello di intelligenza e cinematografia.

Menzione speciale cortometraggi a LUCIA SARDO per la sua interpretazione nel cortometraggio MORTE SEGRETA nel quale dà vita con grande intensità al personaggio di una madre che non riesce a rapportarsi con il disagio del figlio. La sua performance ci ha colpito particolarmente per la difficoltà di condurre l’intera narrazione esclusivamente attraverso le espressioni e le emozioni del suo volto.

Premio Lo Spiraglio 2016 a SERGIO RUBINI quale cineasta particolarmente sensibile e interessato ai temi legati al mondo della salute mentale

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Eventi speciali

L'onda - The wave

Evento di corti e lungometraggi, diretto da Federico Russo e Franco Montini, rispettivamente direttore scientifico e artistico. Promosso da ROMA CAPITALE – Dipartimento Salute Mentale, ASL RMA – Roma Centro e MAXXI – Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo, in partenariato con Fondazione Roma Solidale onlus, il festival è nato con lo scopo di superare le diffidenze nei confronti del disagio e della malattia mentale e di mostrare nelle sue molteplici varietà, il mondo della salute mentale raccontato per immagini.
"L’obiettivo - nelle parole degli organizzatori - è quello di avvicinare il pubblico alla tematica e permettere a chi produce audiovisivi, dedicati o ispirati all’argomento, di mettere in evidenza risorse creative e qualità del prodotto".


PRESENTA

L'ONDA - THE WAVE  (di Dennis Gansel, 2008, 107’, Germania)

VENERDI’ 1 APRILE - Ore 10,00 - MaXXI

Evento in collaborazione con il Dipartimento Public Engagement del MAXXI - Museo delle Arti del XXI Secolo. Una mattinata di cinema dedicata agli studenti delle scuole superiori.

L’onda è tratto dal romanzo omonimo di Todd Strasser ed è basato sull’esperimento sociale denominato La Terza Onda (The Third Wave), avvenuto nel 1967 in California.
Un insegnante di liceo, per contrastare lo scetticismo degli studenti che non credono possibile il ritorno di una dittatura in Germania, li porta a sperimentare direttamente in classe le forme del totalitarismo grazie a un esperimento sociale: la classe stessa diverrà un regime a stretta disciplina
attraverso l’imposizione di alcune regole basilari. Gli studenti partecipano con grande entusiasmo all’esperimento ma, come previsto, la situazione degenera.

Note
Quanto le società moderna e democratiche subiscono il “fascino del totalitarismo”? Il film mostra quanto sia facile manipolare le masse e soprattutto quanto siano esposti gli studenti a questo genere di retorica. La Germania contemporanea, mostrata nella pellicola di Gansel vive il difficile e contraddittorio rapporto che intercorre fra la nuova generazione e la “memoria storica” del proprio passato; durante una lezione l’insegnante protagonista del film ricorda le cause che possono condurre all’avvento dei totalitarismi: ingiustizie sociali, disoccupazione, inflazione, xenofobia e globalizzazione.
Nessun ingrediente sembra mancare all’appello, ma in fondo basta ripetersi che non succederà più, giusto?
Il tema del film abbraccia grandi questioni tra cui l’educazione alla salute mentale dei giovani, la violenza, l’esclusione sociale e il bullismo.
Mescolati tra gli spettatori, esperti conduttori di gruppi che lavorano nei servizi di salute mentale parteciperanno al dibattito dando risalto agli stimoli emotivi veicolati dal film.
Obiettivo della mattinata è quello di fornire un’esperienza sana di condivisione e scambio su questioni delicate e difficili da affrontare con i ragazzi.

 

Eroi, ribelli e marziani Carlo Verdone e Ernesto Assante raccontano David Bowie

“E’ proprio tentando di fuggire dallo spettro della follia che spesso ci si procura i peggiori danni. Io, per fortuna, mi sono sempre sbarazzato di questi alti e bassi psicologici riversandoli nella mia musica.”


David Bowie (Intervista a Rolling Stone, 1993)

David Bowie: un’ artista che in quasi cinquant’anni di carriera ha influenzato la musica, la moda, l’arte, l’immagine, il costume. Così creativo da reinventarsi ogni volta: Ziggy Stardust, Aladdin Sane (A-lad-insane: un ragazzo folle), Il Duca Bianco, tutti specchi deformanti della propria essenza.
Tutti alter ego che, una volta divenuti troppo ingombranti, Bowie puntualmente eliminava attraverso cerimonie primigenie, quasi tribali. È stato un genio iconoclasta, che ha smantellato e rielaborato il concetto di identità sessuale e ha esplorato e dato voce ai sogni e alle paure di tutti coloro che lo
hanno seguito e amato. La genialità più libera ed esplosiva scaturisce da un pensiero
che non somiglia a nient’altro. Ed è quando si pensa in modo non conforme che si è etichettati come folli: ma David Bowie è stato anche un esempio sfolgorante di come sia possibile esplorare se stessi nel profondo attraverso l’arte. Non sorprende che i temi della follia pervadano l’opera di Bowie.
Tanti i riferimenti nelle sue canzoni alla malattia mentale del fratello. Ma anche alla propria lotta contro la paura di affrontare il male oscuro: simboli, confessioni, allegorie nelle quali riversare le proprie sofferenze. Prima di andarsene, con il suo ultimo sorprendente album Blackstar, è riuscito a lasciare un’ultima straordinaria scia di innovazione e creatività, dimostrando che la malattia non sempre spegne l’estro e la curiosità. E che si può essere eroi fino alla fine.
Quest’anno, Lo Spiraglio vuole dedicare una serata alle mille facce di David Bowie, cercando di analizzare, attraverso la preziosa testimonianza di Carlo Verdone e Ernesto Assante, il legame tra arte e follia.


A cura di Jacopo Mosca e Francesca Romana Del Moro

Premio Lo Spiraglio Fondazione Roma Solidale onlus 2016 a Sergio Rubini

Come attore, fin dagli esordi, a teatro in American Buffalo e al cinema in Figlio mio infinitamente
caro, come successivamente da regista, Sergio Rubini ha spesso impersonato e raccontato personaggi febbrili, scapestrati, nevrotici, inquieti, insicuri, caratterizzati da zone d’ombra e da un evidente disagio psichico e comportamentale. Si pensi ad Antonio, protagonista di Denti di Gabriele Salvatores, segnato da un complesso dovuto alle enormi dimensioni dei suoi incisivi o a Gianni Orzan, lo scrittore di libri per l’infanzia de La forza del passato di Piergiorgio Gay, la cui esistenza
va a rotoli con la scoperta di imprevisti segreti sulla vita del proprio padre. Un uomo, almeno apparentemente, fragile, eccessivamente timido e riservato, è Domenico, il ferroviere interpretato ne La stazione, l’esordio da regista di Sergio. Anni dopo Rubini è tornato a calarsi nel ruolo di un altro capostazione -il mestiere di suo padre nella realtà- per impersonare ne L’uomo nero, Ernesto Rossetti, un uomo instabile, pittore autodidatta, frustrato e vittima dell’invidia e della cattiveria di
due tronfi critici d’arte, ma capace di raffinate vendette. A sua volta in Colpo d’occhio, Rubini ha interpretato un critico d’arte, Lulli, altro personaggio problematico, cinico e caratterizzato da un ego smisurato e da un assurdo desiderio di onnipotenza.
In altre parole, nella sua preziosa e prestigiosa attività artistica, Rubini ha saputo illustrare con coraggio e lucidità negli aspetti psicologici più vari e indecifrabili la complessità della natura umana ed è per questo che la direzione del festival ha deciso di assegnargli il Premio Lo Spiraglio 2016.

Giuria 2016

GIULIA CALENDA

Ha scritto le sceneggiature de Il più bel giorno della mia vita vincitore del Globo d’oro e del Nastro d’argento per la migliore sceneggiatura, La bestia nel cuore candidato all’Oscar come miglior film straniero e Latin Lover regia di Cristina Comencini. Solo un padre e La donna della mia vita regia di Luca Lucini. Acciaio di Stefano Mordini e Un giorno speciale di Francesca Comencini entrambi in selezione ufficiale alla 69esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Scusate se esisto! di Riccardo Milani e La Scelta regia di Michele Placido.

ASSUNTA MAGLIONE

Psicologo-Analista, Socio Ordinario AIPA - Associazione Italiana Psicologia Analitica, Socio Fondatore Laboratorio Italiano di Psicoanalisi Multifamiliare Dirigente Medico-Psichiatra presso UOSM (Unità Operativa di Salute Mentale) n. 26 della ASL Na/1 centro; Coordinatore di Progetto di Intervento e Ricerca a valenza Dipartimentale.
 

MARCO LODOLI

Nato a Roma, Laureato in lettere, è insegnante di Italiano in un istituto professionale della periferia
di Roma. Dapprima scrittore di poesie, approda alla prosa con il romanzo, Diario di un millennio che fugge, che ha vinto il Premio Mondello opera prima, giudicato dalla critica il suo romanzo migliore. I temi ricorrenti nell’opera di Lodoli sono il viaggio e la morte, ma soprattutto il rapporto tra l’io e l’altro (il “diverso”). Collabora con il quotidiano La Repubblica, per la cui Cronaca di Roma firma la rubrica Isole, mentre, per l’edizione nazionale, è editorialista su temi che riguardano i giovani e la scuola.

LORENZA INDOVINA 

Figlia del regista Franco Indovina, lavora per il teatro, il cinema e la televisione. I primi riconoscimenti
arrivano nel 1997 con una nomination ai David di Donatello per la sua interpretazione in La tregua di Francesco Rosi. Nel 1999 ha il suo primo ruolo da protagonista al cinema con Un amore di
Gianluca Maria Tavarelli per il quale riceve una nomination al David di Donatello e diversi riconoscimenti. In teatro, con la sua interpretazione di Olga Knipper in Una storia d’amore vince in premio come miglior attrice di dramma ai Golden Graal 2008. Attrice comica nel film La fame e la sete di Antonio Albanese e in Qualunquemente di Giulio Manfredonia.
Numerose le sue interpretazioni in televisione.
Il debutto come regista avviene nel 2004 con il cortometraggio Ad occhi aperti, cui segue, nel 2013, la regia del cortometraggio Un uccello molto serio, e nel 2015 La medicina del momento, entrambi di Niccolò Ammaniti.

 

MARIA ROSARIA CIMMINO

Psicologa, psicoterapeuta sistemico – relazionale. Napoletana, formatasi negli anni del rinnovamento psichiatrico, ha cominciato la sua attività professionale presso l’Ospedale Psichiatrico Frullone di Napoli. Presso il Dipartimento di Salute Mentale della ASL Roma A dal 1988, ha svolto attività di psicoterapia con le famiglie ed ha coordinato il Gruppo per la Prevenzione del disagio psichico. Il Gruppo ha organizzato giornate di studio e convegni rivolti ad Operatori Sanitari allo scopo di fornire strumenti – teorici ed operativi – per individuare e depotenziare i fattori di rischio per la salute mentale.

Lo Spiraglio al Lido