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PERCHE’ AL MAXXI

Sempre più il Museo del XXI secolo deve qualificarsi come un luogo accogliente, spazio di socializzazione e stimolo per la crescita personale della collettività, per tutti. E’ un obbligo per un’istituzione sviluppare una visione della cultura inclusiva e accessibile. Questi obiettivi il MAXXI persegue attraverso le azioni dell’Ufficio Public Engagement, con l’intento di coinvolgere e stimolare la partecipazione attiva di persone le cui fragilità rendono più restie ad avvicinarsi al museo.

Già prima dell’apertura del MAXXI un gruppo di persone che frequentano il Dipartimento di Salute Mentale Roma 1  è stato coinvolto in un percorso di formazione per diventare, in occasione di giornate speciali, mediatori culturali.  Per il terzo anno Lo Spiraglio Filmfestival torna al MAXXI ed anche il gruppo del progetto “NuovaMente al MAXXI: il nostro punto di vista”condividerà con gli utenti degli altri Centri Diurni e con i visitatori abituali del museo, l’esperienza  delle immagini di Letizia Battaglia, grande fotografa e grande donna che ha fatto della sofferenza e della difficoltà un’occasione di riscatto. La sua amatissima Palermo, a partire dagli efferati delitti di mafia, e il suo sguardo sugli ‘ultimi’, le donne e i bambini, prime vittime della barbarie, ci verrà restituito dalle loro inedite e partecipi riletture.

Lo Spiraglio Filmfestival coinvolge anche quest’anno il pubblico degli studenti delle scuole superiori, perché si avvicinino al tema della salute mentale nella ‘zona franca’ del museo e attraverso un canale di comunicazione diretto, immediato, più vicino al loro linguaggio come quello del cinema.

 

Stefania Vannini
Responsabile Ufficio Public Engagement del MAXXI

 

Il MAXXI è il primo museo nazionale dedicato alla creatività contemporanea. Inaugurato nel
maggio del 2010 è gestito da una Fondazione di diritto privato istituita dal Ministero per i Beni e le
Attività Culturali e il Turismo. Pensato come un grande campus per la cultura, Il MAXXI, progettato da Zaha Hadid, produce e ospita mostre di arte, architettura, design e fotografia, ma anche progetti di moda, cinema, musica, performance di teatro e danza.
Il MAXXI è molto più di un museo: una piattaforma aperta a tutti i linguaggi della creatività e luogo
di incontro, di scambi e collaborazioni aperto a tutti. In un’area di 29mila mq con al centro una grande piazza aperta, ospita anche un auditorium, un centro di ricerca con biblioteca e archivi, un bookshop, una caffetteria e un bar/ristorante. All’interno le gallerie ospitano a rotazione le collezioni permanenti, le mostre e gli eventi culturali.

MAXXI - Museo nazionale delle arti del XXI secolo
www.fondazionemaxxi.it
info 06.320.19.54; [email protected]
Ufficio stampa: [email protected]
tel. +39.06.3225178

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Quando si organizza un festival di cinema su temi particolari e molto specifici, il rischio è quello di esaurire tutta la produzione sull’argomento in brevissimo tempo e ritrovarsi progressivamente a dover affrontare problemi di rifornimento insufficiente. Era questo ciò che più temevo, quando, nel 2013, mi è stato proposto di occuparmi della direzione artistica de Lo Spiraglio. Ebbene la mia paura si è dimostrata assolutamente infondata. Di anno in anno, il numero di film, cortometraggi e lungometraggi, documentari e fiction, che si iscrivono al nostro concorso è in costante crescita, sia dal punto di vista quantitativo, che qualitativo.

L’impressione è che il tema della salute mentale e del disagio psichico, sempre più frequentemente, sia un argomento al centro dell’interesse dei cineasti di tutto il mondo. Forse il tramonto delle certezze consolidate, lo sfarinamento delle ideologie, l’eclissi dei valori etici e morali, la crisi economica stanno provocando, anche nella sfera privata e intima, un terremoto che gli autori più attenti e sensibili avvertono il bisogno di raccontare, servendosi del linguaggio delle immagini, molto più adatto di quello verbale, per illustrare la complicata realtà dei nostri giorni. Sta di fatto che il compito di selezionare il contenuto numero di film, che, per oggettive ragioni di spazio, Lo Spiraglio può proporre al pubblico in tre giorni, diventa sempre più complicato, costringendo la nostra variegata commissione a dolorose rinunce.

In ogni caso, anche quest’anno, il cartellone, offre una panoramica quanto mai varia per generi cinematografici, dimostrando come un tema serio e importante, quale la salute mentale, si possa coniugare in vari modi, spaziando dal drammatico, come è ovvio, alla commedia, al thriller, fino al musical. Ad accomunare proposte così diverse è tuttavia un obiettivo comune: abbattere la diffidenza, il fastidio, il timore nei confronti della malattia e del malato mentale. La maggior parte dei film della settima edizione de Lo Spiraglio ribadiscono la necessità di un rapporto e di un confronto fra “sani” e “malati”, fra “normali” e “diversi”, necessario ad una reciproca comprensione, ma soprattutto a migliorare se stessi.

 

Franco Montini
Direttore Artistico

Ho imparato da Jorge Garcia Badaracco a chiedermi sempre: a cosa serve quello che sto facendo? Lavoro in un centro di salute mentale e in un centro diurno a due passi dalla stazione Termini, abbiamo tanto da fare, gente per strada, ragazzi inafferrabili che più stanno male e più fuggono, rifugiati, e "tanta matteria", come mi disse una volta Vittorio Gassman che avrei voluto sul set di un piccolo film sul Santa Maria della Pietà nei primi anni 90. A cosa serve il cinema, come può essere strumento per raccontare alla società la salute mentale? Produrre salute mentale non è equivalente a curare. Comprende la cura ma va oltre. Per produrre salute mentale si deve guardare lontano, non solo a chi soffre ma a chi gli sta accanto. E poi ancora oltre. E soprattutto, guardarsi.  La psichiatria che guarda al paziente come al portatore unico del disturbo ha fallito. Dobbiamo dirlo. Ha prodotto cronicità, resistenza e stigma. Parole scontate, dopo decenni di 180, ma ancora drammaticamente attuali.  “È assai probabile che un 'movimento per la salute mentale' potrà sorgere solo quando se ne potranno definire i caratteri in termini popolari...” scriveva Kenneth Soddy, psichiatra londinese nel lontano 1955. I caratteri della salute mentale italiana quali sono? Difficile definirli perché la nostra psichiatria ha scelto la strada della contrapposizione. 'Tutti contro tutti' come nella parodia di Rolando Ravello, che alla quarta edizione dello spiraglio è venuto a raccontare la sua storia.  E i caratteri della salute mentale emersi in questi anni di festival? 1) la complessità scientifica insita nel concetto di salute mentale; 2) il ruolo degli altri, della famiglia, della società, nella genesi dei disturbi ma anche nella cura; 3) che i disturbi mentali sono un dramma ma anche un tentativo di svelare e risolvere drammi silenziosi anche peggiori.

Il cinema ha raccontato la follia dei sani e la salute dei folli. Ha consegnato ad un "pizzico di follia" un riconoscimento. Non nel senso jaspersiano del genio e follia, ma nella capacità di riconoscere che lo stesso ingrediente che può fare ammalare può illuminare, nella giusta dose, la nostra vita e il futuro delle nuove generazioni. È il 'stay foolish' di .Steve Jobs o la chiave per 'vedere tutto a colori' del recente 'la la land'. La società ha il dovere di occuparsi della salute mentale, di investire sulla prevenzione, sulla cura, sulla riabilitazione, perché spendere bene oggi vorrà dire risparmiare domani. Perché quel pizzico di follia che condisce la cena di Natale in quasi ogni famiglia, non diventi un ingrediente che ci intossica tutte le cene dell'anno.  Non possiamo affidare la salute mentale soltanto ai farmaci e alle istituzioni private. Il servizio pubblico ha il dovere di utilizzare tutte le risorse possibili per garantire la salute dei propri cittadini. Ha il dovere di curare le persone e i luoghi. E Lo Spiraglio, che pure è servizio pubblico, ha il dovere di diffondere la cultura della salute mentale a livello popolare e di riportare nei servizi i bisogni di salute dei cittadini, raccontati, sognati, immaginati da loro stessi. È solo un contenitore. Il contenuto siete voi, benvenuti!

                                                                                                                       Federico Russo

Direttore Scientifico

Chi Siamo

IL CENTRO DIURNO PALESTRO opera da dieci anni accanto al Centro di Salute Mentale seguendo i percorsi riabilitativi di centinaia di persone affette da disturbi mentali gravi. Ha sviluppato una vasta cultura in campo tecnologico e artistico. Federico Russo, psichiatra, che coordina questo centro, è ideatore del festival.

FEDERICO RUSSO Psichiatra psicodinamico è il responsabile della Unità Organizzativa Semplice di via Palestro, dove opera un Centro di Salute Mentale e un Centro Diurno. Ha sempre prediletto il lavoro clinico riabilitativo e scientifico su situazioni di marginalità e gravità, come la disabilità, la tossicomania, le psicosi. Da molti anni è un "attivista" per la diffusione della psicoanalisi multifamiliare in Italia e nel mondo. Attento al potere delle immagini, a partire dagli anni ottanta ha realizzato documentari,  ricerche, studi, pubblicazioni sull'uso dei sistemi audiovisivi in psichiatria, partecipando come organizzatore e/o relatore a numerosi congressi, seminari, corsi di rilevanza nazionale e internazionale. Ha studiato le interconnessioni profonde tra cinema e mente con uno sguardo alla reciprocità dei linguaggi, alla formazione dei pregiudizi, al potenziale scientifico e didattico del cinema in psichiatria.

FONDAZIONE ROMA SOLIDALE

Roma Solidale onlus fondazione di partecipazione, ha ridefinito e ampliato nel 2011 la mission a tutte le fragilità sociali, sulla base dell’esperienza maturata quando il suo nome era Fondazione “Handicap Dopo di Noi” onlus della quale il Comune di Roma nel 2005 è stato fondatore promotore.
Roma Solidale prosegue dunque lo scopo sociale di sostenere le persone disabili e le famiglie nella ricerca di opportunità di residenziali innovative e si apre al mondo delle vulnerabilità
attraverso azioni di sistema. Negli anni trascorsi – quelli dell’esperienza del “Dopo di noi” – la Fondazione ha operato soprattutto nella direzione del sostegno alle persone disabili per favorirne i processi di autonomia. Tra le esperienze più significative di tale periodo si possono ricordare il centro per il trattamento precoce dell’autismo “Una Breccia nel Muro”, svolto in partenariato con l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e l’Opera Don Calabria, e le esperienze condotte a favore di persone affette da sindrome di Down, operate in collaborazione con la Fondazione Italiana Verso il Futuro, esperienza tutt’ora in corso.
Oggi il raggio di azione della Fondazione, su mandato di Roma Capitale, è esteso a tutti gli ambiti del welfare. In un contesto altamente complesso come quello attuale, la Fondazione sostiene e sperimenta progetti, costruisce reti, stimola risorse, sviluppa ricerca scientifica e “persegue l’obiettivo di sostenere le persone fragili in situazione di disagio, per il miglioramento della loro qualità di vita a partire dai servizi residenziali o comunque sostitutivi della famiglia rivolti a persone con disabilità fisica, psichica e sensoriale” (art.3, Statuto della Fondazione).
La Fondazione ha sede in Roma e opera prevalentemente nel contesto metropolitano e regionale, promuovendo intensi collegamenti con organizzazioni e reti sia nazionali che internazionali,
ponendo in essere azioni innovative orientate alla valorizzazione delle risorse materiali e immateriali di persone e organizzazioni, ispirate a una visione sistemica ampia, non imprigionata nel binomio bisogno-prestazione.
La Fondazione Roma Solidale opera come prime mover strategico, motore di relazioni nel sistema e tra i sistemi. Per questo, l’ambito di azione è multisettoriale e consapevolmente contaminato (contaminante). Lo stile è aperto, partecipato, multistakeholder.

Maurizio Saggion
Direttore
Fondazione Roma Solidale onlus

    IL TEAM

     

    Centro Diurno Palestro (ASL Roma 1 e Roma Capitale)

    Mainpartner: Fondazione Roma Solidale

     

    Direzione Scientifica: Federico Russo

    Direzione Artistica: Franco Montini

     

    Tutor di progetto

    Lucia Simonelli

     

    Coordinamento programmazione

    Jacopo Mosca

     

    Comunicazione

    Gioia Belardinelli

     

    Immagine e audiovideo

    Nicola Ferri

    Luca Peluso

     

    Grafica e catalogo festival

    Giovanna Massini

    Lab. Grafica CD Palestro

     

    Archivio

    Corrado Maiucchi

     

    Comunicazione web

    Camilla Barbacci

     

    Supervisione grafica

    Lorenzo Casella (Segni di Segni)

     

    Ufficio stampa

    REGGI&SPIZZICHINO Communication